Sciami di mosche e mosconi sugli alimenti? ecco le trappole più avanzate

Le strutture della filiera alimentare sono tra quelle maggiormente esposte al rischio di intestazione da mosche e mosconi. Questi insetti alati, infatti, all’interna delle industrie alimentari trovano un potenziale terreno fertile per alimentarsi e riprodursi.

Tra le principali famiglie dì mosche potenzialmente nocive per la nostra salute, quelle che più spesso attentano alle aziende alimentari sono: le Muscidae (prevalentemente la mosca domestica): le Piophilidae (mosca del formaggio), le Sarcophagidae (moscone grigia della carne), le Calliphoridae (mosconi verdi e blu della carne); le Drosophilidae (moscerino della frutta o dell’aceto).

Le maggiori problematiche legate alla presenza di moschee mosconi, altre all’indubbio fastidio che una loro concentrazione più a mena numerosa può creare, sono collegabili alla potenziale e altamente probabile trasmissione di patogeni che, contaminando gli alimenti, possono poi causare in chi li assume infezioni batteriche, infezioni virali a finanche malattie intestinali,

Le mosche, infatti, sono solite frequentare contesti ambientali ad elevato rischio microbiologico (immondizia, liquidi di scarto, escrementi, tessuti an ímali ín decomposizione, ecc.). Rifiuti e feci sono il luogo favorito per la sviluppo delle larve.
Si consideri inoltre che, a causa della particolare struttura del loro apparato boccale (il cui funzionamento è simile ad una spugna), mosche e mosconi possono assumere il cibo salo in forma liquida a disciolta. Esse, quindi, devono procedere ad una sarta di “pre-digestione esterna’, cioè devono sciogliere il cibo all’esterno del loro corpo prima di poterlo ingerire, e per fare ciò rigurgitano su di esso i loro enzimi gastrici (match i °line colar paglia sugli alimenti possono essere il segno di questa rigurgita}.

Sul cibo le mosche depositano anche le loro feci, che possono presentarsi come dei puntini scuri; infine, posandosi sul cibo, possono trasportarvi germi e materia fecale attraverso le zampe e i peli che ricoprono il loro corpo. A tutto ciò va poi sommata anche la loro straordinaria capacità riproduttiva: in teoria, nei 5 mesi più caldi dell’anno, da una sola coppia di mosche se ne potrebbero generare 4000 trilioni! E’ un numero che difficilmente arriva a verificarsi nella realtà, ma che comunque fa impressione e ci aiuta a comprendere come, nei mesi più caldi, a fronte della grande quantità di cibo presente in un’industria alimentare, in assenza di adeguata prevenzione e di efficienti strumenti di monitoraggio, potrebbero verificarsi intestazioni gravissime e dì difficile contenimento, con conseguenze molto serie sia per la salubrità degli alimenti prodotti o trattati che relative ai conseguenti danni d’immagine per l’industria alimentare stessa.

OCCORRE QUINDI DOTARSI DI UN SISTEMA EFFICACE AL FINE DI PREVENIRE L’INGRESSO DELLE MOSCHE NELLE STRUTTURE DELLA FILIERA ALIMENTARE ED IMPEDIRNE LA MOBILITÀ ALL’INTERNO.

E’ senz’altro utile l’installazione di barriere fisiche (zanzariere) alle finestre ero aperture simili, cosi come è fondamentale una corretta gestione dei rifiuti organici, sia all’interna che all’esterna della struttura, ed è essenziale l’assidua pulizia (rimozione detriti e san ificaz ionei interna e nelle pertinenze esterne.

Quanto al sistema di rnonitoraggio, preliminarmente occorre considerare i vari punti di accesso ed il possibile percorso degli insetti, valutando ll diverso indice di rischia di lntrusionee contaminazione nel I e varie aree aziendali, ín modo da predisporre le opportune difese ín prossimità dei punti di ingresso ed assicurare l’assenza di potenziale contaminazione nelle aree produttive e di confezionamento, dove la presenza di mosche e mosconi potrebbe avere, sulla base di quanta detta in precedenza, conseguenze disastrose.

MA QUALI SONO LE TRAPPOLE PIÙ AVANZATE UTILIZZABILI CONTRO MOSCHE E MOSCONI?

All’esterno delle strutture della filiera alimentare sí può ricorrere a delle trappole a cattura massiva. Il loro funzionamento è molto semplice: all’interno di questo contenitore – una sorta di barattolo – è contenuta l’attrattivo alimentare, e tale dispositivo, per la particolare conformazione della sua apertura superiore, consente alle mosche di entrare ma nen dì uscire, intrappolandole al suo interno. Può trattarsi, ad esempio, di trappole a forma di pera, oppure sferiche o cilindriche, contenenti l’attrattiva alimentare disperse M acqua e munite, appunto, di un coperchio con una o più fori strutturati in maniera tale da consentire salo l’ingresso ma non l’uscita della mosca.

Oppure passano essere delle trappole ad imbuto can sacchetto di raccolta, con coperchio di colare giallo (tinta che attira le mosche) e contenenti l’attrattiva alimentare (solitamente farine proteiche o simili). Queste trappole, quindi, vengono appese e, come detto, si utilizzano all’esterno. Sempre all’esterno della struttura passano essere utilizzati anche dei pannelli cromo-tropici collanti: si tratta di pannelli collanti di colore giallo, con attrattiva feromonico o alimentare, in grado di attirare le mosche e catturarle.

Per auanto riguarda l’interno della struttura. le lampade a griglia elettrica.

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